SQUILLI D’AURORA NELLA SELVA OSCURA

SQUILLI D’AURORA NELLA SELVA OSCURA

Luci ed ombre di suoni rimpianti e di parole lette. Pochi luoghi della letteratura pianistica classica detengono il potere acusticamente seduttivo delle battute corrispondenti all’inizio del movimento finale della “Waldstein” di Beethoven. I suoni cristallini di un Rondò che sfugge al controllo “filosofico” di un’introduzione rapsodicamente lenta e meditativa fanno pensare al chiarore dell’aurora di Leggi di piùSQUILLI D’AURORA NELLA SELVA OSCURA[…]